La mostra
Un percorso espositivo dedicato alla storia e al patrimonio artistico della Venezia Giulia, dell’Istria e della Dalmazia, con particolare attenzione agli anni dell’esodo, della diaspora e alla definizione dei confini orientali nel Novecento.
Un patrimonio da rileggere
La mostra valorizza la memoria storica non come semplice archivio del passato, ma come spazio vivo di trasmissione culturale. Opere d’arte, manifesti, fotografie, carte geografiche, pubblicazioni e oggetti di uso quotidiano dialogano per restituire il senso profondo di una vicenda complessa, articolata tra storia, identità e cultura visiva.
Il progetto propone una lettura multidisciplinare e territoriale, mettendo in relazione la produzione artistica istro-veneta con le trasformazioni politiche e sociali che hanno segnato il periodo 1940-1954. Il percorso nasce da un lavoro di ricerca e di collaborazione con partner qualificati e consente di presentare materiali originali, in parte inediti, provenienti da collezioni pubbliche e private. L’esposizione è promossa dall’Associazione Ponti d’Europa che ha presentato alla Regione Friuli Venezia Giulia un progetto espositivo che è stato finanziato e che ha come partner il Comune di Monfalcone, l’ I.R.C.I. Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata di Trieste, la Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, la Triennale Europea dell’Incisione e l’Accademia di Belle Arti “G. B. Tiepolo” di Udine.
Il filo conduttore
Arte, réclame e propaganda diventano strumenti per comprendere luoghi, comunità e fratture del confine orientale. Il contributo della cultura istro-veneta viene restituito in una prospettiva ampia, capace di connettere territori e memorie.
Le sezioni espositive sono così articolate:
Marine altoadriatiche: La pittura di marine, quale genere artistico che conosce il suo momento più alto nel periodo tra fine Otto e primo Novecento nell’ambito delle poetiche del vero, dando vita a una vera e propria scuola adriatica che ha tra i suoi principali esponenti Pietro Fragiacomo e Guido Grimani, fino a Piero Coelli, e che sarà corredata da una selezione di dipinti e acquarelli raffiguranti la costa e le città istriane e dalmate di autori italiani e stranieri.
Capolavori ritrovati del confine orientale, la Pinacoteca dell’Irci : una selezione di opere di proprietà dell’IRCI, tra cui dipinti di autori istriani attivi a Trieste, da Dell’Acqua a Craglietto – che testimonia una comune cultura artistica istro-veneta sviluppatasi intersecandosi con la memoria storica recuperata da significativo materiale di documentazione – manifesti, grafiche, giornali, immagini – anch’esso originale e proveniente da collezioni pubbliche e private. Saranno esposte opere rappresentative della dimensione artistica che ha caratterizzato la produzione sviluppatasi tra la Venezia Giulia, Trieste, Fiume, l’Istria intera e la Dalmazia – con artisti e opere di straordinario valore e significato.
Pubblicità e propaganda: una sequenza di manifesti storici pubblicitari, a partire dai prodotti tipici alla pubblicità delle rinomate stazioni balneari offrirà al visitatore un’immersione nella produzione grafica di altissimo valore e importanza dei primi del 900.
Una serie di bozzetti, cartoline, manifesti racconterà le vicende del confine orientale ed evidenzierà come le genti, le imprese, la società di questo territorio hanno contributo allo sviluppo e alla grandezza non solo della regione orientale, ma dell’Italia intera in un’ottica europea. Ne sono esempio i manifesti disegnati dal grande artista Carà della grande azienda Modiano con sede a Trieste, a Romans d’Isonzo, a Fiume e a Budapest. Dalla grafica pubblicitaria, ai manifesti della propaganda che racconteranno il conflitto al confine orientale visto dalle diverse angolature, da parte italiana e da parte slava. Questo percorso evidenzierà in particolare le questioni dell’italianità del confine orientale e il contrasto con la volontà di annessione alla Jugoslavia. Protagonisti artisti importanti da Carà a Mirko Bambic.
Arti Applicate: a corredo della mostra anche oggetti d’uso quotidiano, quali forniture di materiale scolastico (sussidiari, matite, cartoleria) per scuole in lingua italiana Froebeliane dei primi Novecento, provenienti dalla Collezione Sello di Udine, o un servizio da tavola composto da n.11 piatti in ceramica prodotti da Galvani, Pordenone, su disegno di Leo Leoncini c. 1930, dedicati alle città di Istria e Dalmazia. Nel cavetto recano vedute e simboli araldici delle città, con le relative scritte, in bianco rosso e verde.
Infine l’ultima sezione dedicata a Monfalcone 1945–1947 che concentra lo sguardo su una realtà locale che assume valore emblematico. Monfalcone diventa osservatorio privilegiato per comprendere gli effetti concreti delle grandi trasformazioni geopolitiche del secondo dopoguerra: l’occupazione, la presenza alleata, l’arrivo delle famiglie provenienti dall’esodo, l’incertezza dei confini e il senso di provvisorietà che attraversa la vita quotidiana.
La mostra sarà arricchita dalle visite al Magazzino 18 e al Museo dell’Irci, oltre ad una serie di appuntamenti “Le domeniche in Galleria” dedicati a letture sceniche, approfondimenti storici e filosofici e con incontri dedicati alla visione di materiale dalle Teche Rai.
L’esposizione è promossa dall’Associazione Ponti d’Europa che ha presentato alla Regione Friuli Venezia Giulia un progetto espositivo che è stato finanziato e che ha come partner il Comune di Monfalcone, l’ I.R.C.I. Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata di Trieste, la Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, la Triennale Europea dell’Incisione e l’Accademia di Belle Arti “G. B. Tiepolo” di Udine.
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